Comunicato Stampa | 27 gennaio 2018

Bologna, 27 gennaio 2018

I PRATI DI CAPRARA SECONDO GLI ESPERTI: LA CEMENTIFICAZIONE DELL'AREA PUO' ESSERE PERICOLOSA. MAI STATO ACCERTATOINQUINAMENTO DEL SUOLO

Giovedì 25 gennaio al Teatro della Parrocchia di Cristo Re in via Emilia Ponente 139 si è tenuto il secondo incontro del percorso partecipativo “Parteciprati”, organizzato per informare sulla storia, la conformazione e la “condizione di salute” dei Prati di Caprara. Un campione eterogeneo di 100 cittadini, selezionato attraverso un software, a fine percorso stilerà un proprio progetto riguardante l'area, oggetto di trattative fra Comune di Bologna ed enti privati per la costruzione di nuovi edifici civili e commerciali. Secondo i relatori della serata mantenere i Prati allo stato attuale consentirebbe un notevole risparmio economico, la tutela di un polmone verde in grado di assorbire il forte inquinamento dell'aria e di raccogliere nel terreno le acque di piogge torrentizie.

Umberto Meletti, esperto di bonifica dei suoli, ha un'esperienza ventennale con incarichi anche per la Provincia di Bologna. “Fino al 2010 non è mai stata riscontrata nessuna nece

 

ssità di interventi di bonifica dell'area. La bonifica non si applica all'abbandono di rifiuti e allo stato attuale non è stata rilevata ufficialmente nessuna contaminazione. Le sole indagini a campione previste sono quelle dell'ARPAE nei prossimi mesi. La presenza di un bosco dimostra che non esistono fitotossici, altrimenti le piante non godrebbero di buona salute.” Le ultime considerazioni di Meletti riguardano la non scientificità delle affermazioni sulla contaminazione dell'area. “Non si può dire che l'area abbia bisogno di bonifiche perché non esistono delle valutazioni di rischio.” 

 

E se eventuali dati non fossero stati resi pubblici e trasparenti sarebbe un'omissione per un'area dove sussistono orti urbani e abitazioni.

“A delimitare la zona c'è anche il torrente Ravone” ha ricordato Alessandra Furlani, agronomo “Come tutti i torrenti può essere secco d'estate e in piena nei mesi autunnali e invernali. Infatti il territorio dei Prati di Caprara est storicamente era rilevato come area potenzialmente esondabile, cioè di raccolta delle acque di esondazione per eventuali piene.” Alessandra Furlani ricorda che se venisse cementificata la metà degli ettari in caso di “bombe d'acqua” diminuirebbe la capacità di assorbimento naturale del suolo che corrisponde almeno a 500 litri per metroquadro. “La zona, oltre a essere pericolosa nel caso di cementificazioni, se fosse adibita a parco attrezzato costerebbe circa 400.000 euro l'anno per la sola manutenzione ordinaria.”

“Stiamo parlando di una zona in cui tutti i dati sulla qualità dell'aria sono particolarmente preoccupanti. La Pianura Padana, in particolare Bologna, è una delle zone più critiche d'Europa su tutti i valori.” Francesco Luca Basile, professore associato di Chimica Industriale all'Università di Bologna, parla di agenti inquinanti come il particolato, l'ozono, l'NO2, tutti elementi responsabili di malattie e morti premature nelle zone a più alto impatto. E l'arteria di via Saffi-Emilia Ponente rappresenta, secondo i rilevamenti delle centraline ARPAE, la zona più inquinata di tutta Bologna. “Se fossimo nell'appennino 45 ettari di vegetazione spontanea sarebbero irrilevanti, ma in un ambiente come quello della zona Saffi possiamo parlare di milioni di km di inquinanti generati dalle automobili che vengono assorbiti ogni anno dai Prati di Caprara. Un giovane albero” conclude Basile “secondo le Hurban Forest Guidelines del 2016 della FAO, in termini di raffrescamento equivale a 10 condizionatori accesi per 20 ore al giorno. Se consideriamo che i Prati di Caprara contengono dalle 20 alle 40 mila piante possiamo avere un'idea di quale effetto negativo avremmo dal punto di vista della qualità dell'aria”.

Le ultime considerazioni sul mantenimento dell'area provengono da Giovanni Trentanovi, Dottore Forestale: “Ciò che consideriamo paesaggio naturale è quasi sempre prodotto dall'uomo nel corso di millenni” ricorda Trentanovi. “Un'area naturale spontanea come quella dei Prati di Caprara rappresenta un ecosistema importantissimo che in realtà europee come Berlino viene già tutelato”. Che l'idea di costruire grandi complessi commerciali su aree rinaturalizzate sia antiquata lo dimostrano gli orientamenti europei e nazionali che saranno manifestati a Mantova nel World Forum on Urban Forests 2018, dove saranno presenti architetti, urbanisti e paesaggisti internazionali. “Dobbiamo cominciare a guardare alla natura spontanea urbana” ha concluso Trantanovi “come un elemento importante della rete ecologica, cioè sistema di aree fondamentali non solo per la nostra salute, ma anche per la protezione di flora e fauna”. Tutto, chiaramente, se non si attuerà il POC del Comune di Bologna.

L'appuntamento successivo di Parteciprati vedrà coinvolti gli stakeholder del progetto prospettati per l'area e si terrà giovedì 8 febbraio alle ore 20 e 30 di nuovo presso il Teatro della Parrocchia Cristo Re in Via Emilia Ponente 139 – Bologna.

Per approfondimenti: Gabriele Bollini (coordinatore della serata): 335 7801331 Luca Basile: 340 6774588 Giovanni Trentanovi: 338 9219849 Umberto Meletti: 338 2288200